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Malvagia e Tribbiano:
due nomi antichi, per vini sorprendentemente contemporanei.

Alla fine del Trecento, Ser Lapo Mazzei prese la penna e fu il primo a usare la parola Chianti per definire un vino, e non più soltanto la terra che lo produceva. Nelle sue carte compaiono anche i nomi delle uve di queste colline, scritti come si dicevano allora  «Malvagia», «Tribbiano»

Da quelle grafie antiche nasce la Collezione Privata: due uve della nostra tradizione, due interpretazioni in purezza, due strade diverse. Un rosso che porta sul palco da sola la Malvasia, da sempre uvaggio complementare nel Chianti Classico. Un bianco che è la nostra prima lettura del Trebbiano, l'uva bianca più chiantigiana che ci sia, vinificato in autonomia, tra acciaio e acacia.

Le unisce il gesto, prima ancora del calice: ascoltare da vicino due varietà che la storia ha spesso dato per scontate, e affidarle alla mano di chi le coltiva oggi. Da questo piccolo progetto enologico, legato ai vitigni autoctoni del territorio, nasce la Collezione Privata riservata ai soci del Wine Club: milleduecentocinquanta bottiglie ciascuno, esclusivamente per loro, perché certe storie meritano di essere condivise con chi sa riconoscerle.

Toscana IGT

Malvagia

Il classico che diventa solista

Nel Chianti Classico la Malvasia ha sempre avuto un ruolo: completare, arrotondare, sostenere. Una presenza discreta nell'uvaggio, mai chiamata a parlare da sola. Qui le diamo il palcoscenico. «Malvagia», nella grafia con cui Ser Lapo Mazzei la annotava sei secoli fa, diventa un rosso in purezza che porta tutta la sua finezza aromatica in primo piano e sorprende proprio chi la conosceva solo come voce di accompagnamento.

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Toscana IGT

Tribbiano

La storia in bianco.

È l'uva bianca più chiantigiana che ci sia, radice della nostra tradizione. Questa è la nostra prima interpretazione: «Tribbiano», scritto come lo annotava Ser Lapo Mazzei, diventa un bianco luminoso e teso, dove la freschezza dell'acciaio e il respiro dell'acacia si cercano senza mai coprirsi. La storia di sempre, servita in un calice nuovo.

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